EN IL CIRCOLO DEGLI SCIPIONI
IL CIRCOLO DEGLI SCIPIONI EN
Conversazione · 882 parole

Come è nato
il Circolo degli Scipioni.

Ricordo ancora l'intensità con la quale divorai le pagine di Il segreto dei giganti di Tim Ferriss. Le divoravo morbosamente, con uno scopo preciso: trovare la formula magica con la quale tutti quei personaggi erano arrivati al successo. Quel libro, in fondo, non è altro che il distillato delle conversazioni che Ferriss ha avuto nel suo podcast con i suoi giganti: centinaia di ore in cui qualcuno racconta chi e che cosa lo ha formato. Non me ne resi conto subito, ma il primo sentiero l'avevo preso proprio da lì.

La trovai. Era fatta di questi ingredienti: passione, disciplina, dedizione, mentoring, networking, ispirazione; ma anche fallimento, sconfitta, fortuna. Così mi domandai: perché non "rubare" a questi giganti un pezzettino della loro formula, per tentare di ricomporne una ad hoc per me?

Mancava però un tassello fondamentale, una base solida da cui partire. Ognuno di loro aveva ben chiaro quale sarebbe stato il proprio campo d'azione, e la maggior parte lo scoprì in tenera età grazie a qualcuno che prima di loro aveva fatto da apripista. Un pioniere. C'è sempre qualcuno che va in avanguardia, che percorre un campo inesplorato o supera i limiti di una disciplina esistente e vaga nell'ignoto spianando la strada a chi verrà dopo. Proprio come chi apre un sentiero nuovo in montagna. E le generazioni che seguono prendono in mano il testimone, portano avanti l'esplorazione, e a loro volta ispirano qualcun altro a percorrere quella strada.

Io un sentiero così non l'ho mai avuto. Faccio parte di quella categoria che chiamano generalisti: persone il cui campo non è circoscritto, che riescono a spaziare e a volte a eccellere in discipline e argomenti lontani tra loro. Non un super specialista di qualcosa, ma abbastanza bravo da cavarmela su più piani. Il motivo è semplice: le fonti di ispirazione non mi sono mai mancate, e chi si lascia ispirare da tutto fatica a sceglierne una sola. Per anni l'ho considerato un difetto.

Ci misi molto a capire in cosa eccellevo, e lo capii grazie a un libro: Ikigai, l'arte giapponese di capire se stessi. Scoprii di essere bravo a imparare, a cogliere e interpretare quelle piccole sfumature che poi si rivelano fondamentali e dirompenti. Scoprii di essere nato per entrare nei rabbit hole e uscirne con una tale mole di insegnamenti da fare fatica, poi, a gestirla. Il mio scopo, in fondo, è imparare e crescere costantemente. Non è un'idea mia: Seneca scriveva a Lucilio che si deve imparare finché si vive.

Iniziai così a viaggiare tra le pagine dei grandi personaggi, alla ricerca di quegli ingredienti segreti da distillare in nozioni e insegnamenti. E presi un'abitudine: compravo i titoli di cui trovavo menzione dentro ad altri titoli. Oppure, se in un'intervista un personaggio citava i libri che lo avevano ispirato, beh, tempo qualche secondo ed erano già nel carrello.

Capii presto che quelle connessioni non potevano essere ignorate, e che mi serviva un sistema per registrarle e catalogarle.

Tutto questo si collegava a un desiderio di comunicare rimandato da troppo tempo: non riuscivo a trovare il tema da cui partire, sempre a causa delle mille ispirazioni diverse. Poi fu chiaro che il tema era proprio quello: tracciare una mappa dei sentieri che collegavano i titoli che leggevo. E fu così che nacque il Circolo degli Scipioni.

Non fu semplice, perché avevo tante idee nate in occasioni diverse e dovevo ricomporle come un puzzle, cercando l'incastro perfetto.

Il nome, innanzitutto. Il Circolo degli Scipioni fu un gruppo politico-culturale della Roma del II secolo a.C., riunito attorno a Scipione Emiliano, che promosse la cultura, la filosofia e la letteratura greca dentro la Repubblica; ne fecero parte figure come lo storico Polibio e il filosofo Panezio. L'idea di proporre titoli di autori diversi e connessi tra loro mi sembrò coerente con quella tavola rotonda: un cenacolo nel quale condividere un'idea comune, un percorso, una direzione.

Poi l'idea forse più forte: il rizoma, che ho preso da Mille piani di Deleuze e Guattari. Il rizoma è un fusto sotterraneo che non cresce in verticale secondo una gerarchia, ma in orizzontale, diramandosi da punti comuni in tutte le direzioni. I concetti che collegano i libri si comportano allo stesso modo: non si sviluppano verso l'alto, ma di lato, in modo quasi casuale.

Per questo dentro al sito ho costruito un generatore di rizomi. Puoi generare tu stesso la mappa delle connessioni, selezionando i tuoi autori preferiti o i concetti che ti interessano. Scoprirai che il tema che stai esplorando lo ritrovi, in una chiave di lettura diversa, nelle pagine di autori che non avresti mai pensato di mettere in relazione.

La biblioteca del sito è in continua evoluzione e contiene libri letti e libri pronti a essere esplorati. Per ora troverai soltanto i titoli che ho letto io, ma con il tuo aiuto questo progetto può diventare qualcosa di più grande e di inaspettato.

All'inizio ho scritto che c'è sempre qualcuno che apre il sentiero per chi viene dopo. Non so se il mio sia un sentiero, ma è tracciato ed è aperto. Il viaggio è appena cominciato, e il Circolo non smette mai di imparare. Come scrisse Goya in fondo a un suo disegno, a duemila anni di distanza da Seneca: Aún aprendo. Imparo ancora.